giovedì 27 settembre 2007

La finta sopravvissuta dell'11 settembre

NEW YORK - Per sei anni ha guidato le folle di turisti a

Ground Zero
, raccontando la sua incredibile odissea di sopravvissuta alle fiamme e al crollo di una delle torri gemelle. Ma l’azienda dove Tania Head dice di aver lavorato al 78° piano del
World Trade Center
non ha alcuna traccia del suo nome e la famiglia di Dave, il suo presunto fidanzato perito nel crollo, non ha mai sentito parlare di lei.

Turisti davanti alla lapdide che ricorda le vittime del World Trade center (Ap)
INDAGINE
- A smascherare la bizzarra mitomane è stato il New York Times, insospettitosi dopo che la donna aveva annullato ben tre interviste già fissate col giornale, trincerandosi dietro «il terremoto emotivo prodotto da quei terribili ricordi» e «il bisogno di privacy». Eppure fino a ieri Tania non aveva avuto alcuna difficoltà a spifferare al mondo intero la sua storia. Comitive di scolari, turisti e politici americani e stranieri l’avevano sentita raccontare più volte di essere «una dei soli 19 superstiti che si trovavano al di sopra del 78esimo piano della Torre Sud - quello dell'impatto -. Di «essere stata salvata da un eroico vigile del fuoco volontario» e di aver «perso il fidanzato nel crollo della Torre Nord». Aveva fatto credere a tutti di essere la figlia di un diplomatico americano; una dirigente aziendale che aveva lavorato in Inghilterra, Francia, Argentina, Olanda e Singapore. Si era inventata anche una laurea ad Harvard ed una a Stanford e aveva giurato di essersi recata in Tailandia dopo lo tsunami del 2004 e a New Orleans dopo l’uragano Katrina, «per offrire il mio aiuto come volontaria». Ma la frottola forse più macabra era quella di aver ricevuto da un uomo in fin di vita il suo anello nuziale, poi da lei personalmente consegnato alla vedova. La sua storia era talmente drammatica e insieme esemplare da farle ottenere la carica di presidente di un gruppo di sopravvissuti, il Survivors Network.

Lavori in corso nell'area di Ground Zero (Ap)
«NULLA DI ILLEGALE»
- Ma Tania si era inventata tutto, incluso il suo «primo incontro» col fidanzato: «Un litigio per accaparrarsi lo stesso taxi». L'inchiesta del New York Times ha appurato che la Head non ha mai lavorato per la Merryl Linch, la banca d'affari decimata dall'attentato. E che i familiari del suo presunto fidanzato - o marito, a seconda delle interviste - non hanno mai saputo dell'esistenza di tale relazione sentimentale. «Non ho mai chiesto né ottenuto alcun tipo di risarcimento dal Victim Compensation Fund», si difende la Head, «non ho fatto nulla di illegale».

AVVOCATO - «In merito alla veracità della storia, né io né la mia cliente abbiamo nulla da commentare», le fa eco il suo avvocato, Stephanie Furgang Adwar. Ma intanto il board del Survivors Network ha deciso di destituirla dalla carica e in futuro la Head non potrà più guidare le gite organizzate del Tribute Center. «Perchè – spiega il presidente del centro Jennifer Adams – Non siamo in grado di confermare la veracità del suo legame con gli eventi dell’11 settembre».
tratto dal corrire della sera

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